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Lui & Lei

La vacanza sull'isola - Prima parte


di Monelladolcissima
20.06.2025    |    288    |    3 9.5
"Le gambe le tremavano, il respiro stava tornando regolare e alcune contrazioni della vagina le provocavano ancora brividi di piacere..."
Margaret aveva finito di sistemare le sue cose in camera, dopo aver preso le chiavi all'accettazione e aver fatto una doccia rigenerante. Il viaggio l'aveva affaticata e accaldata più di quanto poteva immaginare.

L'acqua sulla pelle e la soffice schiuma, al profumo di gelsomino, la coccolavano talmente tanto che fu difficile decidere di asciugarsi e vestirsi. A volte, sotto il getto dell' acqua calda, si concedeva il piacere di lunghe carezze tra le gambe, sui capezzoli, sui glutei.

Le piaceva indugiare cambiando posizione più volte, giocando con il getto dell' acqua sul pelo scuro e abbondante del suo fiore sempre voglioso.

Le sue dita avevano imparato, già da ragazzina, a cercare i punti più sensibili, a sperimentare sempre nuovi modi, altre profondità, mentre chiudeva gli occhi e immaginava di essere scopata da un uomo misterioso conosciuto da poco. Una delle tante fantasie che animavano la sua mente, e accendevano il suo corpo irrequieto e spudorato.

Le sue amiche la giudicavano troppo libera, troppo trasgressiva e cercavano di ricordarle che in giro c'erano solo uomini egoisti e bugiardi.

"Vabbè che sarà mai! Non me li devo certo sposare. Ma quanto siete noiose, sempre con questi discorsi. Sembrate le mie nonnine " le prendeva in giro ridendo e andando via. Lei era sempre stata più avanti nelle esperienze sessuali, più curiosa e disinibita.

E se prima si confidava e chiedeva opinioni, ora non diceva più niente a quelle santarelline ingenue.
Viveva le sue avventure tenendo il segreto per sé, scrivendo tutto in un diario che custodiva gelosamente.
Poi dopo alcuni giorni rileggeva tutto, si masturbava per ore, con le gambe aperte e i seni duri, davanti allo specchio della sua camera. Immaginava di spiare una delle sue amiche, di coglierla di sorpresa, penetrata dal fornaio, o dall'idraulico dell'isola. Sentiva i gemiti e l'odore di sesso invadere la stanza, vedeva i loro corpi sudati, il cazzo che entrava e usciva dalle labbra bagnate e gonfie della sua amica scelta a caso. Sentiva il fornaio eccitato e deciso, vedeva le sue mani toccare ogni centimetro di quel corpo timido.


Il suo cervello andava in tilt, e si eccitava tantissimo mentre sussurrava parole forti e insulti all'attrice di turno. "Che troia che sei, ti piace il cazzo vero? E lo vuoi sempre più grosso e largo. Puttana, sempre con la fica calda e sbrodolante." E le dita andavano dentro, più forte e più curiose. Ogni orgasmo era migliore del precedente, ogni scopata che la sua mente proiettava era più perversa delle altre.


Era l'inizio dell'estate e aveva deciso di trascorrere qualche giorno da sola in un posto nuovo. Era arrivata con l'intenzione di divertirsi senza pensieri.


Quel pomeriggio Margaret si aggirava per l'isola curiosando tra le stradine silenziose. L'odore dei fiori e della brezza marina le accarezzavano il corpo e il venticello sollevava all' improvviso il vestito bianco a fiori rossi, con spalline sottili, lasciando intravedere il perizoma bianco di pizzo. La sua abbronzatura ambrata rendeva la pelle più desiderabile e il viso più attraente, gli occhi verdi apparivano più profondi e le labbra più voluttuose. Un ampio cappello di paglia bianco e sandali rossi con il tacco completavano il suo look. Si sentiva felice, girovagando senza meta e osservando i passanti che si voltavano incuriositi da una donna così bella in giro da sola.


,"Signorina le piace l'isola? Guardi che bella frutta fresca signorina, si avvicini, le faccio assaggiare un bel fragolone" Le disse il fruttivendolo affacciato dalla bancarella variopinta sulla strada di pietra lavica. "Si è bellissima, sembra di stare in paradiso" disse Margaret sorridendo a quel giovane uomo loquace. Si avvicinò chinandosi per annusare pe fragole, ne prese una enorme tra le dita e la portò alla bocca. " Per me il Paradiso è la visione di un essere così perfetto" e l'uomo le fece un fischio di approvazione. Margaret sorrise maliziosa, camminando a passo veloce e sculettando un po'. "Me la farei proprio, quanto è sexy questa turista" penso' il ragazzo che sentì ingrossare il suo membro dentro i pantaloncini di cotone.


Aveva notato il seno perfetto oltre la scollatura e le labbra bellissime, rese evidenti da un rossetto lucido, tra le quali immaginava di far scivolare il suo scettro bollente. Passò una mano sul cazzo che si era svegliato alla visione del corpo di Margaret. Le corse dietro per qualche metro fino a raggiungerla. " Le posso fare visitare l'isola stasera, dopo il tramonto? Conosco tutti gli angoli più belli del posto" e le fece l'occhiolino. "Mi presento sono Pietro" .

La stretta di mano poderosa e gli occhi fissi su di lei la fecero sentire desiderata. Pietro era davvero un bel ragazzo, spalle possenti, occhi neri e labbra carnose, capelli scuri e folti. " Alloggio al "Riviera del Gelsomino" disse Margaret e affrettò il passo.


Era sera, Pietro stava camminando a passo veloce verso l'hotel. Era eccitato al pensiero di rivedere quella ragazza stupenda. Non voleva perdere l'occasione di passare una bella serata e non disdegnava una bella scopata in riva al mare con una tipa così arrapante. Margaret lo aspettava seduta sugli scalini impegnata al cellulare. "Buonasera bellezza" " Ciao Pietro, allora dove mi porti?" Margaret indossava un abito in pizzo rosso, corto al ginocchio, scollatissimo e trasparente. Alla vista di una sensualità così prorompente il ragazzo fu preso da un istinto selvaggio mai provato ma cercò di restare tranquillo. I capezzoli scuri giocavano a nascondino dal traforo del vestito e l'aderenza sul corpo disegnava le curve dei fianchi e del fondoschiena. "Sei uno schianto, guarda che rischi di brutto! " disse evidentemente eccitato.

Lui aveva bermuda bianchi di lino e una camicia blu , mocassini blu. " Oh che paura, devo scappare via finché sono in tempo?" Lo provocò Margaret molto divertita. Passeggiando arrivarono alla spiaggia, gruppi di persone qua e là, la luna che rischiava il cielo e il mare calmo. "Vuoi mangiare qualcosa adesso"? Chiese intimidito Pietro sperando che lei volesse stare in intimità con lui. " Un po' di fame ci sarebbe in effetti, ma forse è meglio mangiare dopo!" E strizzò l'occhio verso il gonfiore dei pantaloni di lui. "Lo sapevo che sei golosa come me, andiamo più in là, c'è una piccola baia".


Si sdraiarono sulla sabbia, noncuranti di non avere un telo o una stuoia. Cominciarono a baciarsi e a toccarsi. Da lontano si sentiva la musica di un locale e il vociare dei turisti. Le cosce abbronzate e sode di Margaret si allargavano man mano che Pietro esplorava il suo corpo, che bruciava di desiderio. Lei aprì la cerniera dei bermuda e infilò la mano trovando il suo cazzo già durissimo e caldo. Si abbassò e cominciò a baciarlo e leccarlo, ingorda e monella. " Oh Dio che brava che sei, la tua bocca e' così accogliente che vorrei avere due cazzi da darti, sono sicuro che li prenderesti entrambi. Dai succhia, così, ancora " e nel frattempo con le sue mani stringeva i capezzoli di Margaret. Abbassò la scollatura per godersi lo spettacolo e sollevò il vestito fino alla vita. Pian piano spinse la testa di Margaret sempre più sul suo cazzo , che colava e pulsava come un martello. "Lo voglio dentro, è così duro e caldo, non resisto" disse lei eccitata e porca. Fece per girarsi e mettersi in ginocchio per accoglierlo, quando Pietro la bloccò.

" Voglio annegare la lingua nel tuo pelo bagnato, lo sento tra le dita ed è meraviglioso. Una donna non depilata...il mio sogno erotico! Fatti leccare troia " e si avvicinò a quel nido di odori e umori che sgorgavano come un torrente in piena. " Oh si, vieni qui , sei un maiale assetato, vieni a bere alla tua fontanella". Aprì le cosce di colpo e un'ondata di profumo femmineo stordi' Pietro. "Ma quanto sei Puttana, sei il mio paradiso" e immerse la sua lingua quasi vorace a cercare più in fondo la carne morbida e fradicia. Non si preoccuparono nemmeno del rischio di essere visti tanto era forte il desiderio di scopare e godere . La cappella lucida di Pietro gocciolava sulla sabbia e i gemiti di Margaret lo mandavamo in estasi. " Dimmi che sono una gran troia, dimmi che non hai mai visto una fica così bella , dimmelo porco! " la sua voce era profonda e vogliosa. Lui spinse anche due dita dentro, in fondo, e poi fuori e poi dentro, insieme alla lingua sul clitoride , percosso e torturato. Lei ansimando gli chiese di fermarsi perché voleva mettersi sopra. Pietro si mise a sedere e tolse i bermuda. Erano semi nascosti da alcuni sassi più grandi e nonostante il timore di essere visti non riuscivano a fermarsi. Lei gli salì sopra , fece entrare il cazzo di colpo dentro la fica e portò la sua mano sulle natiche." Mettimi un dito nel culo, e muovilo" Lui obbedì.

Margaret cominciò a cavalcarlo selvaggiamente, i seni sobbalzavano e la sua lingua scorreva sul suo mento e sul collo, fino a cercare la sua bocca. " Scoparti è una favola, ti sento tutto dentro, non fermarti, spingi di più col dito..."
Pietro non se lo fece ripetere due volte ed accelerò la velocità e la profondità, in men che non si dica entrambi raggiunsero l'orgasmo. Travolgente e lunghissimo, esplose in tutta la sua forza. Lo sperma caldo di lui schizzò libero per riempire la fica accogliente di Margaret che non si preoccupò di nulla se non assecondare i movimenti del suo bacino e del suo cazzo fino a rallentare dolcemente, sentendo il totale abbandono dei muscoli. Poi appoggiò il viso sul suo torace per riprendersi . Le gambe le tremavano, il respiro stava tornando regolare e alcune contrazioni della vagina le provocavano ancora brividi di piacere. Guardò Pietro; era sfinito ed estasiato. Si sorrisero e scoppiarono a ridere . " Rischiamo una denuncia per oltraggio al pudore. Avessi indossato un vestito largo forse saremmo stati meno visibili" disse sfiorando ancora il suo culo e le sue cosce.

Si rivestirono e si avviarono verso l'hotel. Ad un tratto Pietro si fermo' e le sussurrò qualcosa all'orecchio.
" Mascalzone che non sei altro. Così mi fai eccitare di nuovo! Guarda che ti prendo sul serio...e me li prendo tutti! Gli morse un labbro e lo baciò voracemente. "Dammi il tuo numero di cellulare e ti scrivo domattina per tutti i dettagli" aggiunse lui.
La vacanza sarebbe stata molto più intensa di quanto Margaret avesse immaginato. Il pensiero di avere tanti uomini tutti per lei la tenne sveglia gran parte della notte, curiosa di sapere presto come si sarebbe sentita in un'esperienza mai provata.

Pietro si diede da fare per contattare i suoi amici e aveva organizzato per la sera seguente. La location era un vecchio studio fotografico di uno di loro, situato in un luogo riservato in periferia. Scrisse a Margaret assicurandosi che volesse davvero vivere quell'esperienza, pronto a ricevere anche un No. Era eccitatissimo all'idea di giocare con i suoi amici e di far impazzire quella donna disinibita e sexy, ma voleva che lei si sentisse tranquilla visto che si stava fidando di lui.
Margaret accettò, con la prerogativa di potersi fermare qualora lo stato d'animo del momento lo indicasse necessario. Per le 21 sarebbe andato a prenderla, mentre i suoi amici si sarebbero fatti trovare già lì. In macchina parlarono poco, piuttosto si scambiavano spesso occhiate complici e sguardi maliziosi. Lei indossava un abito nero in seta, lungo e con spacco laterale fino all'inguine, schiena totalmente nuda, un filo di perle e scarpe nere tacco 12. Un bracciale di perle e un trucco perfetto, occhi scurissimi e capelli raccolti in una bellissima coda. Alla sua vista Pietro fu colto da una vampata di desiderio, e immaginando già la serata ebbe difficoltà a tenere a bada il cazzo che fremeva già nei pantaloni neri eleganti. Completava il look una camicia bianca e una cintura elegante. Era veramente affascinante e Margaret non si penti' di aver accettato. Durante il tragitto lei volle la sua mano su una coscia, senza procedere oltre era già bagnatissima. Un perizoma nero con strass era l'unico capo di biancheria intima.

Continua....
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